La piattaforma indipendente
per la tua formazione continua
Le epatiti virali nella pratica medica
Corso FAD ECM per tecnici ortopedici
Perché seguire questo corso FAD ECM sulle epatiti virali
Secondo l’OMS, nel 2024 circa 287 milioni di persone nel mondo avevano un’infezione cronica da virus dell’epatite B o C, con 1,3 milioni di decessi dovuti soprattutto a cirrosi e tumore del fegato. Molte infezioni restano a lungo silenti e non diagnosticate. Questo corso fornisce le informazioni evidence based per riconoscere e gestire nella pratica quotidiana le epatiti da virus A, B, C, D ed E.
Che cosa imparerai seguendo questo corso
Al termine del corso avrai acquisito le conoscenze su epidemiologia, patogenesi e quadro clinico delle diverse epatiti virali. Saprai interpretare i marcatori sierologici, individuare chi sottoporre a screening, impostare la terapia e il follow-up e applicare le misure di prevenzione, compresa la vaccinazione.
A chi è dedicato questo corso ECM
Questo corso si rivolge a tutti gli operatori sanitari.
Che cosa comprende il corso
Il corso FAD ECM comprende un dossier ricco di riferimenti bibliografici per approfondire l’argomento, due casi di pratica clinica con cui cimentarsi e un questionario ECM randomizzato con soglia di superamento al 75% delle risposte corrette, oltre al questionario di gradimento con possibilità di lasciare commenti in aperto sul corso svolto.
Cimentati con un caso del corso
Omero ha 45 anni, vive con la famiglia in Friuli, quasi al confine con la Slovenia; fa l’infermiere in un’Unità di terapia intensiva, dopo aver conseguito la laurea in scienze infermieristiche all’Università di Trieste a pieni voti.
La sua è una vita tranquilla, come era da sempre nei suoi progetti; una moglie, una figlia di 10 anni che stravede per lui, i genitori a due passi che sorvegliano l’adorata nipote quando mamma e papà sono via per lavoro (anche la moglie è infermiera nello stesso ospedale, dove si sono conosciuti ed è difficile mettere d’accordo gli orari dei turni).
La villetta in cui abitano ha sempre bellissimi gerani colorati alle finestre e un antifurto invalicabile: si chiama Otto ed è un magnifico cane lupo, che fa buona guardia ringhiando agli estranei come una furia tanto quanto va in brodo di giuggiole, facendosi coccolare dalle carezze dei suoi padroni.
Omero non ha particolari hobby, gli piace la musica e, soprattutto, la letteratura (“nomen omen”), classica e moderna, e va molto fiero della ricca biblioteca di casa, dove si può trovare, ma ci vuole pazienza, un po’ di tutto.
Ha sempre goduto di buona salute; è in peso forma (fa chilometri nei corridoi dell’ospedale e portando a spasso il fedele Otto, che quando sente i profumi del bosco arriverebbe fino al confine). Ma, nelle ultime due settimane, qualcosa è cambiato; gli sembra di non essere più quello di prima; seguire la bambina nei suoi giochi è diventato un peso, come le passeggiate con il cane; rispondere ai campanelli in reparto è una fatica da un po’, mentre prima era veloce e scattante “come Jacobs” dicevano di lui i colleghi.
Alla fine, decide di recarsi dal proprio medico per questa stanchezza estrema accompagnata dalla perdita di appetito e da un persistente fastidio al quadrante superiore destro dell’addome, cui, da alcuni giorni, s’è aggiunta la comparsa di un colore giallo-canarino agli occhi, diffusosi poi in tutto il corpo. Le urine sono diventate scure, come “coca cola”, mentre, all’opposto, le feci si sono fatte più chiare del solito. Il quadro sembra chiaro. Il medico indaga debitamente l’anamnesi del paziente e scopre di non aver di fronte né un bevitore (Omero è astemio) né un consumatore di droghe o farmaci. Omero è sempre stato bene e non ha mai dovuto far ricorso a terapie protratte; non è diabetico, non dislipidemico, non iperteso, non fuma ed è in ottima forma fisica; l’ultima vaccinazione per il COVID risale a più di un anno fa.
“Caro signore, visto il suo lavoro, sa bene che quando compare un ittero c’è qualcosa che non va a livello del fegato, dobbiamo scoprire cosa” gli dice il medico che procede all’esame obiettivo.
L’ittero è ben evidente sulla cute di tutto il corpo e alle mucose e in addome c’è una discreta dolorabilità alla palpazione in ipocondrio destro (anche se il Murphy è negativo), con margine inferiore del fegato debordante di circa 3 centimetri dall’arcata costale in inspirio; il polo inferiore della milza è apprezzabile con difficoltà poco sotto l’arco; nulla di rilevante a carico di cuore, torace e arti.
“Dunque, dottore, che cosa mi dice?”
“Qualche idea l’ho in mente” risponde il medico “ma per far quadrare il cerchio ho bisogno di avere al più presto i risultati degli esami che ora le prescrivo, perché muoversi tra le tante diagnosi di ittero è come camminare in un ginepraio se non si hanno i dati di laboratorio e strumentali relativi al fegato”.
