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Cannabis terapeutica: quando e come usarla
Corso FAD ECM per tecnici audioprotesisti
Perché seguire questo corso FAD ECM sulla cannabis terapeutica
La cannabis terapeutica rientra nel panorama delle terapie complementari e integrative, ed è caratterizzata in Italia da un quadro normativo in continuo aggiornamento e da una crescente domanda da parte dei pazienti. Tra il 2019 e il 2024 sono state erogate circa 100 mila prescrizioni magistrali, che hanno riguardato quasi 28.000 pazienti. Gli operatori sanitari non possono quindi ignorare una realtà clinica in evoluzione, ma dovrebbero acquisire gli strumenti per valutarne correttamente indicazioni, rischi e modalità di impiego, nel rispetto della normativa vigente e della sicurezza del paziente.
Che cosa imparerai seguendo questo corso
Il corso offre una formazione completa e strutturata sulla cannabis terapeutica: dalle caratteristiche farmacologiche, ai dati di efficacia e di utilizzo in Italia, al profilo di sicurezza e al quadro normativo nazionale. Seguendo il corso conoscerai le principali indicazioni terapeutiche e le modalità prescrittive e acquisirai le competenza necessarie per utilizzare in modo appropriato la cannabis terapeutica, riconoscendo e gestendo controindicazioni e reazioni avverse, e per fornire ai pazienti le informazioni corrette.
A chi è dedicato questo corso FAD ECM
Questo corso FAD ECM si rivolge a tutti gli operatori sanitari.
Che cosa comprende il corso
Il corso FAD ECM comprende un dossier evidence based con riferimenti bibliografici per approfondire l'argomento, due casi di pratica con cui cimentarsi e un questionario ECM randomizzato con soglia di superamento al 75% delle risposte corrette, oltre al questionario di gradimento con possibilità di lasciare commenti in aperto sul corso svolto.
Cimentati con un caso del corso
Martina ha 35 anni, lavora come grafica freelance, intrecciando colori e forme. Vive a Trieste, crocevia di culture e luogo dove il vento non si limita a fischiare tra i vicoli, ma racconta storie di mareggiate e imperi lontani.
Martina ama disegnare e immergersi nei boschi incantati dell’altopiano carsico, dove il profumo della resina e il canto degli uccelli diventano compagni silenziosi delle sue passeggiate. Ama nuotare, sentendo l’acqua che la avvolge come un abbraccio, e giocare con le onde del mare di casa, come fossero delle amiche che la invitano a danzare.
Da tre anni la sua esistenza è ridisegnata dalla diagnosi di sclerosi multipla recidivante-remittente, con episodi acuti di malattia alternati a periodi di completo o parziale benessere. La malattia ha inciso profondamente anche sulla sua attività lavorativa: i ritmi serrati delle consegne, le lunghe ore davanti al computer e la necessità di mantenere concentrazione e precisione si scontrano, talvolta, con la fatica improvvisa, con la lentezza dei movimenti o con la necessità di fermarsi.
“La sclerosi multipla può arrivare come un fulmine a ciel sereno” racconta Martina, che ha imparato a ridisegnare il suo modo di lavorare, proprio come ridisegna le forme nei suoi progetti grafici. “Ho scelto di organizzare le giornate in modo più flessibile e di ascoltare i segnali del corpo, concedendomi alcune pause rigenerative” racconta alle sue amiche. “Tuttavia, all’inizio erano solo formicolii e debolezza muscolare, poi sono arrivati gli spasmi muscolari, la rigidità e un dolore bruciante che mi limita non poco”.
Martina è seguita in un centro specializzato e si lamenta soprattutto di questa spasticità, che spesso si accompagna a spasmi dolorosi, soprattutto alle gambe. Ha provato diversi trattamenti per cercare di contrastare questa spasticità ma senza successo, anche l’ultimo tentativo con l’ocrelizumab, un anticorpo monoclonale non ha avuto gli effetti sperati. Per questo quando torna al controllo presso il centro in cui è seguita chiede al medico che cos’altro si possa fare.
“Visto che non ha risposto alle altre terapie diciamo tradizionali, un’alternativa ci sarebbe, può darsi che la sorprenda ma in alcuni casi la somministrazione di Cannabis ha dato discreti risultati” le spiega il neurologo che l’ha in cura.
“Cannabis?” Martina è sorpresa. “Intende quella che si fumano i ragazzini?”
“Non proprio o, meglio, la sostanza è più o meno la stessa, ma viene usata a scopo medico sfruttandone alcune proprietà”.
Il medico spiega alla donna che, negli ultimi anni, vi è stato un crescente interesse per le possibili azioni terapeutiche dei cannabinoidi nella sclerosi multipla.
“C’è un medicinale approvato in Italia che contiene due principi attivi, il delta-9-tetraidrocannabinolo e il cannabidiolo, in grado di alleviare i sintomi dovuti alla spasticità, ed è indicato proprio nei pazienti come lei che non hanno avuto una risposta adeguata con gli altri medicinali”.
Il medico spiega a Martina quali sono le prove di efficacia delle terapia, dopodiché le chiede il suo parere.
