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Piante medicinali: quali rischi?
Corso FAD ECM per ortottisti/assistenti di oftalmologia
Perché seguire questo corso FAD ECM sui rischi delle piante medicinali?
L'uso di preparazioni a base di piante è un fenomeno in costante crescita, sostenuto dalla convinzione diffusa che l'origine naturale sia sinonimo di sicurezza. I dati indicano che quasi 30 milioni di italiani adulti hanno utilizzato integratori alimentari almeno una volta nell'ultimo anno, e che l'Italia si conferma il primo mercato europeo del settore.
La realtà, ampiamente documentata dalla letteratura scientifica, è però che "naturale" e "sicuro" e non sono sinonimi: i preparati vegetali possono essere responsabili sia di reazioni avverse dirette sia di interazioni, anche gravi, con i farmaci convenzionali assunti in concomitanza. A complicare il quadro contribuisce inoltre la scarsa propensione dei pazienti a informare il medico curante dell'uso di questi prodotti.
Diventa quindi essenziale per l'operatore sanitario saper riconoscere i possibili rischi legati alle piante medicinali di impiego più comune, conoscere il quadro normativo che le distingue e sapere come e dove segnalare una sospetta reazione avversa.
Che cosa imparerai seguendo questo corso
Seguendo questo corso acquisirai conoscenze aggiornate sui rischi e sulle interazioni farmacologiche delle piante medicinali più diffuse, incluse le condizioni d'uso particolari come gravidanza, allattamento, età pediatrica ed età anziana. Svilupperai inoltre competenze utili a riconoscere gli eventi avversi e a effettuare correttamente una segnalazione attraverso il sistema di fitosorveglianza, contribuendo così ad ampliare le conoscenze disponibili sulla sicurezza di questi prodotti.
A chi è dedicato questo corso FAD ECM
Questo corso FAD ECM si rivolge a tutti gli operatori sanitari.
Che cosa comprende il corso
Il corso FAD ECM comprende un dossier evidence based, tre casi di pratica quotidiana con cui cimentarsi e un questionario ECM randomizzato con soglia di superamento al 75% delle risposte corrette, oltre al questionario di gradimento con la possibilità di lasciare anche un commento in aperto sul corso svolto.
Cimentati con un caso del corso
Giulia ha 24 anni ed è all’ultimo anno di Giurisprudenza. Le manca un solo esame, diritto processuale civile, prima di potersi concentrare sulla tesi e poi sull’esame di abilitazione alla professione forense. Questo esame, però, ha già provato a darlo due volte, entrambe senza successo. Fino a quel momento il suo percorso universitario è stato regolare: organizzata, determinata e abituata a raggiungere i propri obiettivi, Giulia ha sempre ottenuto ottimi risultati senza particolari difficoltà.
Dopo l’ultima bocciatura, però, le cose hanno preso una piega diversa e qualcosa in lei si è inceppato. Giulia si sente spesso giù di morale, svogliata, stanca anche dopo aver dormito bene. Rimanda le uscite con le amiche e fatica a concentrarsi anche solo mezz’ora sui libri. Nemmeno lei riesce a spiegarsi completamente questo cambiamento: si è sempre considerata una persona determinata e combattiva, ma la pressione dell’ultimo esame, della tesi e alcune difficoltà personali sembrano averla colpita più del previsto. Sul fronte salute è sempre stata tranquilla: nessun farmaco abituale, a parte la pillola anticoncezionale che assume regolarmente da due anni, senza avere mai avuto problemi.
Un pomeriggio, uscendo da lezione, passa davanti a un’erboristeria vicino all’università. In vetrina, tra vasetti e confezioni colorate, nota un’insegna: “Rimedi naturali per l’umore”. Si ferma un attimo, poi entra, quasi senza pensarci.
“Buongiorno... non so bene come spiegarmi” comincia un po’ impacciata. “Da qualche settimana sono giù, di malumore quasi tutti i giorni. Ho visto la vetrina e mi chiedevo se aveste qualcosa di naturale, che non faccia male, da consigliarmi”.
L’erborista le sorride, prende in mano una confezione con un fiorellino giallo stampato sopra e le dice: “Ma certo, l’ideale è questa tisana a base di iperico. È una pianta che tradizionalmente si usa per sostenere l’umore. Molte delle mie clienti la trovano utile”.
“Ma è sicura che non faccia male?” chiede Giulia. “Sa, io sono sempre stata attenta a non prendere nulla di... strano”.
“Figurati cara, ma quale strano: è naturale!” risponde l’erborista con tono convincente.
