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Il cancro della prostata
Corso FAD ECM per infermieri
Nei Paesi occidentali, il carcinoma della prostata è la neoplasia più frequente negli uomini. In Italia costituisce il 19,8% di tutti i tumori diagnosticati negli uomini, con oltre 41 mila nuove diagnosi stimate nel 2023, e una tendenza in lieve aumento dell'incidenza legata soprattutto all’aumento delle diagnosi precoci. Nonostante la diffusione, la prognosi è tra le più favorevoli in oncologia, grazie all'andamento spesso indolente del tumore e all'efficacia dei trattamenti.
È quindi importante per gli operatori sanitari conoscere la malattia e saperla gestire, per individuare precocemente le forme aggressive e nel contempo evitare il sovratrattamento delle neoplasie a basso rischio.
Che cosa imparerai seguendo questo corso
Grazie a questo corso ECM acquisirai conoscenze aggiornate ed evidence based sull’epidemiologia, sulla classificazione, sulla stadiazione del cancro della prostata e sui fattori di rischio. Inoltre potrai sviluppare le competenze necessarie per la diagnosi e per la gestione della malattia e del follow-up.
A chi è dedicato questo corso FAD ECM
Questo corso FAD ECM si rivolge a tutti gli operatori sanitari, considerata la rilevanza e la diffusione della patologia.
Che cosa comprende il corso
Il corso FAD ECM comprende un dossier evidence based ricco di riferimenti bibliografici per approfondimento, due casi di pratica con cui cimentarsi e un questionario ECM randomizzato con soglia di superamento al 75% delle risposte corrette, oltre al questionario di gradimento con possibilità di lasciare commenti in aperto sul corso svolto.
Cimentati con un caso del corso
Gino ha 66 anni, vive a Modena ed è un geometra libero professionista. È uno di quelli che dice sempre: “Io sto bene, non ho mai avuto niente”. Va in bici la domenica, mangia con moderazione, non ama prendere farmaci e, fino a pochi mesi fa, vedeva il medico solo per ritirare le prescrizioni delle medicine per l’anziana madre. Ultimamente ha notato qualche fastidio durante le uscite in bici: una sensazione di peso al perineo, un bisogno di urinare più frequente. Niente di drammatico, ma abbastanza da farlo andare dal medico di famiglia.
Durante la visita, il medico lo tranquillizza. “Questi sintomi sono comuni nei ciclisti, spesso è solo una prostatite o un’ipertrofia benigna. Ma visto che è venuto, le richiedo anche il dosaggio del PSA” gli dice, spiegandogli di che cosa si tratta.
Gino accetta.
La settimana seguente, tornato dal medico con i risultati dell’esame, il medico tentenna: “Il PSA è 8,5 ng/ml, un po’ più alto del normale. Non è il caso di preoccuparsi, ma va inquadrato meglio. Potrebbe essere legato all’infiammazione o all’ingrandimento della prostata compatibile con la sua età, e poi andare in bici non aiuta... ma bisogna approfondire”.
Gino annuisce, ma dentro si irrigidisce, anche perché prima di tornare dal medico aveva digitato in internet “PSA alto” e aveva trovato storie di interventi, incontinenza, impotenza...
“Stia tranquillo, la mando dall’urologo, così deciderà se e come approfondire il quadro” cerca di rassicurarlo il medico. Lo specialista richiede una risonanza magnetica multiparametrica della prostata.
“Deve fare questo esame che ci chiarirà la situazione” dice l’urologo, che spiega a Gino come verrà eseguito.
Gino accetta. Non è ancora malato, ma sente di essere entrato in una storia che non aveva programmato.
