La piattaforma indipendente
per la tua formazione continua
La salute nelle carceri
Corso FAD ECM per massofisioterapisti
Perché seguire questo corso FAD ECM sulla salute nelle carceri
La tutela della salute in carcere è sancita dal Decreto Legislativo 230/99 che garantisce alle persone detenute gli stessi diritti sanitari dei cittadini liberi. Con il decreto, la gestione sanitaria carceraria è passata dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale, ma persistono ritardi nelle cure, mancanza di continuità assistenziale e scarsa integrazione con il Sistema sanitario nazionale. Il sovraffollamento e le precarie condizioni igienico-sanitarie aggravano i problemi di
salute fisica e mentale. Particolari criticità emergono per le donne, spesso detenute in strutture inadeguate, e per i minori, la cui detenzione precoce è stata ampliata dalle recenti riforme.
Il contesto carcerario ha effetti negativi sulla salute, con una prevalenza elevata di disturbi psichiatrici e malattie infettive. Questo corso offre strumenti per comprendere i determinanti di salute in ambito detentivo e per rafforzare un approccio clinico-organizzativo capace di garantire equità, appropriatezza e continuità delle cure.
Che cosa imparerai seguendo questo corso
Seguendo questo corso imparerai a inquadrare il diritto alla salute in carcere e a comprenderne implicazioni organizzative e cliniche. Approfondirai i principali bisogni di salute della popolazione detenuta, con attenzione a salute mentale, dipendenze e patologie infettive e croniche. Acquisirai conoscenze per la valutazione e la presa in carico in un contesto complesso, con un focus sulle vulnerabilità specifiche di donne e minori e sulle ricadute del contesto detentivo.
A chi è dedicato questo corso ECM
Questo corso si rivolge a tutti gli operatori sanitari.
Che cosa comprende il corso
Questo corso FAD ECM comprende un dossier evidence based, due casi di pratica quotidiana con cui cimentarsi e un questionario ECM randomizzato con soglia di superamento al 75% delle risposte corrette. Chiude il corso il questionario di gradimento con la possibilità di lasciare anche un commento in aperto sul corso svolto.
Cimentati con un caso del corso
Fu la tentazione di un’auto nuova fiammante in sosta col motore acceso (“Ero uscito a cercare le sigarette e sono sceso un attimo, giusto il tempo di comprarle al distributore” dirà il derubato alla Polizia) a traghettare nel mondo della malavita Tommaso, ignaro che sul sedile posteriore dormisse una bambina, svegliatasi nel parapiglia dell’inseguimento delle volanti e dell’arresto del suo “rapitore”.
In considerazione della minore età (mancavano sei mesi al compimento dei diciotto anni) e della preterintenzionalità del sequestro, dopo un’udienza immediata, Tommaso veniva condannato a un anno di detenzione, da scontare in un Istituto penale minorile.
Dopo sei mesi, Tommaso, appena divenuto maggiorenne, viene trasferito in una struttura per adulti, a 500 km da casa.
“Da dove vieni?” gli chiesero i compagni di cella.
“Vicino Roma” rispondeva laconico Tommaso, ricacciando indietro le lacrime e ostentando indifferenza.
“Ti fanno girare il mondo, gli sbirri, eh!” ridacchiavano gli altri.
Nella struttura per i minorenni aveva cominciato a frequentare un corso di avviamento al lavoro che lo annoiava a morte: “Ah ma’, sapessi che du’ palle!” si sfogava al telefono con la madre. E lei a ripetergli: “Sforzati, Tommy, che un domani te pò pure servì”.
Ora si accorse di rimpiangere persino le spiegazioni dei circuiti elettrici, obbligato com’era a passare il tempo dividendo pochi metri quadri di cella con i tre compagni di sventura. Posti disponibili nella scuola successiva a quella dell’obbligo (che lui aveva ultimato) non ce n’erano e anche il poco lavoro era destinato ai condannati con fine-pena più lontana nel tempo.
