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Dolcificanti e salute
Corso FAD ECM per massofisioterapisti
Nell'ultimo decennio il consumo di dolcificanti è cresciuto in modo costante, sostenuto dalla percezione diffusa che rappresentino un'alternativa sicura e vantaggiosa allo zucchero. I dati scientifici disponibili, tuttavia, dipingono un quadro più articolato e in continua evoluzione, che riguarda non solo l'efficacia reale di queste sostanze nel controllo del peso e della glicemia, ma anche possibili implicazioni per la salute cardiovascolare, l'equilibrio del microbiota intestinale e le funzioni cognitive.
Che cosa imparerai seguendo questo corso
Al termine del percorso formativo saprai distinguere le diverse famiglie di dolcificanti, naturali e di sintesi, e conoscerai il quadro normativo europeo che ne regola l'uso, comprese le Dosi Giornaliere Ammissibili (DGA) definite dall'EFSA. Approfondirai inoltre lo stato delle prove scientifiche su benefici e criticità del loro impiego: dal controllo del peso e dell'appetito alla gestione del diabete, dal ruolo protettivo sulla carie ai segnali di allerta emersi su rischio cardiovascolare, equilibrio del microbiota, steatosi epatica e declino cognitivo, senza tralasciare le indicazioni specifiche per l'età pediatrica e la gravidanza.
A chi è dedicato questo corso ECM
Il corso è pensato per tutti gli operatori sanitari che desiderano orientarsi con competenza e senso critico tra le informazioni, spesso contrastanti, che circolano sui dolcificanti, per poter fornire ai propri pazienti indicazioni corrette e aggiornate.
Che cosa comprende il corso
Il corso FAD ECM comprende un dossier ricco di riferimenti bibliografici per chi volesse approfondire l'argomento, un caso di pratica con cui cimentarsi e un questionario ECM randomizzato con soglia di superamento al 75% delle risposte corrette, oltre al questionario di gradimento con possibilità di lasciare commenti in aperto sul corso svolto.
Cimentati con un caso del corso
Antonella ha 38 anni. Lavora come impiegata in una società che organizza eventi, un lavoro che le piace molto, le ha consentito di viaggiare e conoscere molte persone, anche se indubbiamente è faticoso e stressante.
È alla sua prima gravidanza voluta e cercata da tempo. È arrivata al settimo mese, si sottopone regolarmente ai controlli ed è attentissima a qualunque cosa possa far male al suo “fagiolino”.
Stamane si è recata dal suo ginecologo per una delle visite programmate: “Buongiorno, dottore”.
“Buongiorno signora, la vedo bella e sorridente. Come si sente?”
“Benissimo, ormai le nausee sono superate da tempo, sto bene, ho ripreso a mangiare”.
Il ginecologo la osserva e nota subito che la donna ha probabilmente preso qualche chilo di troppo. “Sono contento per lei. Il suo sorriso lo conferma. Bene che abbia ripreso a mangiare… in effetti mi sembra acquistato peso, forse anche troppo...”.
Il ginecologo non vuole fare sentire Antonella in colpa, sorride, ma non vuole minimizzare: “Cara signora, siamo all’inizio del settimo mese, quanti chili ha preso?”
La donna tentenna prima di rispondere: “Guardi dottore che sono attentissima. Bandite merendine e schifezze. Basta patatine, e io le adoro”.
“E ciononostante quanti chili ha preso?”
“Nove chili, non dica nulla, lo so, sono un pochino troppi. Ma le ripeto che col cibo sono attentissima, si figuri ho anche abbandonato lo zucchero nel caffè e metto solo il dolcificante”.
