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Clima, ambiente e psiche
Corso FAD ECM
Al termine del corso si saranno acquisite conoscenze riguardo agli effetti dei cambiamenti ambientali sulla psiche delle persone, sui fattori di vulnerabilità individuali e collettivi e sui meccanismi di difesa fisiologici, oltre che sui principali disturbi psichici legati ai cambiamenti climatici, sulla loro diagnosi, gestione e prevenzione.
A chi è dedicato questo corso ECM
Questo corso si rivolge a tutti gli operatori sanitari, che potranno trovare informazioni utili per la propria professione.
Che cosa comprende il corso
Il corso FAD ECM comprende un dossier ricco di riferimenti bibliografici per chi volesse approfondire l'argomento, due casi di pratica clinica con cui cimentarsi e un questionario ECM randomizzato con soglia di superamento al 75% delle risposte corrette, oltre al questionario di gradimento con possibilità di lasciare commenti in aperto sul corso svolto.
Cimentati con un caso del corso
“Buongiorno, dottoressa,” esordisce la donna che fa capolino dalla porta dello studio del medico.
“Oh, buongiorno signora Bianchi, entri, entri pure. Non c’è anche suo padre?”
La dottoressa va incontro alla donna per farla accomodare all’interno e lascia la porta socchiusa, quando la nuova venuta risponde: “Sì, è qui fuori ma è andato in bagno un momento. Lo accompagniamo un po’ dappertutto da quando è rientrato in città, preferiamo così, e se possiamo non lo lasciamo solo”.
“La situazione è così critica?”
“Da quando mio marito e mio figlio sono andati a prenderlo in paese tre settimane fa, direi di sì”.
La dottoressa scuote il capo mestamente. “Avevo visto in tv dell’inondazione, e ho letto delle difficoltà che ancora ci sono: che disastro!” commenta riferendosi agli eventi di tre mesi prima quando, in seguito a un periodo di piogge torrenziali e violente fuori stagione, un torrentello di bassa montagna si è trasformato in un fiume impetuoso di acqua e fango portando distruzione e morte nei paesi incontrati scendendo a valle.
“Io ho fatto un po’ avanti e indietro nelle settimane dopo l’alluvione, ma non ho potuto stare con lui con continuità. Ci sono andata per brevi periodi perché non posso lasciare di continuo mia figlia a casa sola o da mia cognata, anche se ormai ha 16 anni. Che in più fa il diavolo a quattro perché non l’abbiamo lasciata andare dal nonno con i soccorsi, mentre alcuni suoi amici più grandi dello stesso gruppo ambientalista invece ci sono andati. Ma lassù sembra davvero un film dell’orrore, è troppo pericoloso per lei che è ancora una ragazzina. È diverso dal fare campagne a scuola o dal partecipare a qualche manifestazione...”
“E suo padre? Che mi diceva al telefono?” chiede la dottoressa per riportare il focus sul paziente.
“Ah sì, mi scusi”, riprende la signora Bianchi. “Sto divagando di preoccupazione in preoccupazione. È stato... travolto come il paese. È distrutto, stravolto, incredulo. Il torrente gli ha portato via la casa di famiglia, il luogo dove aveva costruito il suo futuro di pensionato, diversi amici. Fin dal giorno che lo abbiamo raggiunto, appena le strade sono state praticabili almeno fino alla frazione accanto, due giorni dopo... non era più lui”.
“Rispetto a quello che ha vissuto, come lei mi dice...”
“Sì, certo, ci abbiamo pensato anche noi, perché ci ha colpiti tutti profondamente, era la nostra casa dei nonni, il posto delle vacanze, della libertà. Ma mio padre sta peggio. È... strano” cerca di spiegare la donna mancandole altri termini. “Reagisce sempre in maniera scostante, irritabile, ansiosa. Ho cercato di informarmi in internet e ho letto che potrebbero essere quelle che chiamano eco-emozioni…”
“Ma prima di questo evento come stava suo padre?” “Benissimo, dottoressa. Si era preparato ben bene per la pensione: dopo questi anni da solo, dopo la morte della mamma, si era rimesso a posto casa in paese e trascorreva finalmente le sue giornate con amici e conoscenti. Faceva avanti e indietro, per venire a trovarci qui in città. In paese aveva ritrovato la sua dimensione, tutto era rimasto come in passato, e forse per questo l’alluvione ha colpito così forte...”
“A sentirla raccontare di suo padre, ritengo che le eco-emozioni…”
