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Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2

117 voti
Descrizione

Questo è il primo corso del programma Novel learning che ambisce a unire i due filoni più importanti della medicina contemporanea e cioè l'evidence based medicine con la narrative medicine. Attraverso la sceneggiatura di una storia a fumetti che si dipana ed esce dai confini della vita professionale, creando un'attesa rispetto a ciò che accadrà nelle puntate successive, si affrontano casi di pratica quotidiana, cimentandosi con le conoscenze della letteratura scientifica.

Lo spunto viene dalle serie televisive mediche che sempre maggior successo hanno negli Stati Uniti e che sono state oggetto di articoli in letteratura scientifica. Infermieri e medici saranno i protagonisti di Novel learning, insieme ai loro pazienti.

In questi primi tre episodi, che saranno pubblicati a distanza di una settimana uno dall'altro, la storia si intreccia con quella di uno chef che deve partecipare a un programma televisivo di cucina ma che per un "dolore di stomaco" è costretto dalla moglie a recarsi al Pronto soccorso.

Aperto a
infermieri, ostetriche/i, farmacisti, assistenti sanitari, biologi, chimici, dietisti, educatori professionali, fisici, fisioterapisti, igienisti dentali, infermieri pediatrici, logopedisti, ortottisti/assistenti di oftalmologia, podologi, psicologi, tecnici audiometristi, tecnici audioprotesisti, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, tecnici della riabilitazione psichiatrica, tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, tecnici di neurofisiopatologia, tecnici ortopedici, tecnici sanitari di radiologia medica, tecnici sanitari laboratorio biomedico, terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, terapisti occupazionali, veterinari
Crediti
5.00
Scadenza
07-05-2021
Prezzo
20.00 €
Prezzo di listino: 20.00 €
Prezzo minimo a pacchetto: 15.01 €
Prezzo minimo di convenzione: Gratis €
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Cimentati con un caso del corso

Sofia esce di casa in fretta, non ha sentito la sveglia: Mara, la sua coordinatrice, è già al bar che la aspetta. Mentre corre a perdifiato verso la fermata dell’autobus, Sofia conta i minuti che impiegherà per raggiungere il bar dell’Ospedale e prega l’universo per un piccolo miracolo: poi salta sull’autobus zeppo di gente e lo zaino le si incastra fra le porte. Decisamente, non è la sua giornata.
“Cinque minuti di ritardo...” pensa Mara scuotendo la testa. “Non va bene, questi giovani...”. Ai suoi tempi, quando la vecchia Edna le insegnava il mestiere di infermiera, c’era un’oscura parabola ospedaliera dedicata ai cinque minuti di ritardo: la regola della palla di neve: “Ricorda sempre, Mara: anche un bambino distratto può radere al suolo un intero villaggio. E’ la regola della palla di neve”. Per qualche motivo, Edna gliela ripeteva di continuo. L’interpretazione di Sofia era stata abbastanza precisa: i cinque minuti di ritardo sono la palla di neve, e la tirocinante è il bambino distratto.
La palla di neve sembra una cosa da poco, a meno che il bambino non la lanci giù da un pendio: allora inizierà a rotolare. Se Mara tollera cinque minuti adesso che Sofia è ancora una studentessa, dovrà accettarne dieci quando sarà diventata infermiera di ruolo; e se ne avrà concessi dieci a un’infermiera di ruolo dovrà aspettarsene quindici quando Sofia sarà lei la coordinatrice infermieristica. Va da sé che se la “capa” arriva con il quarto d’ora accademico tollererà altrettanto ritardo dai suoi infermieri, e i suoi infermieri faranno lo stesso, e così via all’infinito: ed ecco che la palla di neve si sarà trasformata in una valanga e il villaggio ai piedi del pendio verrà sepolto con tutti i suoi abitanti.
Il villaggio, nelle intenzioni di Edna e adesso in quelle di Mara, è lo Zadig Hospital. E il bambino distratto, nell’immaginazione Sofia, perderà il tirocinio e la borsa di studio per cui ha tanto lottato.
Mara guarda l’orologio e i minuti di ritardo sono diventati sette. Sente il rombo della slavina mentre Sofia sguscia fra le porte a vetri del bar e la raggiunge. Mara sta per partire con la ramanzina, ma quando solleva lo sguardo sulla sua tirocinante improvvisamente le passa la voglia: Sofia è stravolta, ha due occhiaie che sembrano dipinte. Mara sospira e le avvicina lo sgabello. Ora ricorda perché ai suoi tempi la vecchia Edna la tormentava con la storia della palla di neve: anche Mara era sempre in ritardo. Aveva due lavori, e occhiaie così nere che il suo ragazzo dell’epoca la chiamava Marylin. No, non Monroe, Marylin Manson.
“Scusa Mara. Lo so che non va bene. La regola della palla di neve...”
“Oggi ti è andata bene” Taglia corto Mara. “La neve si è sciolta”.

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