La piattaforma indipendente
per la tua formazione continua
Violenza contro gli operatori sanitari: comunicazione, riconoscimento e gestione dell'aggressione - ed 1
Corso FAD ECM per biologi
La violenza nei confronti del personale sanitario rappresenta un’emergenza riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale e in costante crescita. Secondo l’ultima Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio- sanitarie (ONSEPS), istituito presso il Ministero della Salute nel 2022 e pubblicata il 12 marzo 2026, nel solo anno 2025 sono state registrate quasi 18.000 segnalazioni di aggressioni che hanno coinvolto 23.367 operatori, con un aumento del numero complessivo di aggrediti rispetto al 2024 (da circa 22.000 a oltre 23.000). Le aggressioni risultano prevalentemente verbali (69%), seguite da quelle fisiche (25%) e da quelle contro la proprietà (6%). Le donne rappresentano oltre il 60% delle vittime nella maggior parte delle Regioni. La categoria professionale più colpita è quella infermieristica (55% degli episodi), seguita da medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%); il restante 12% delle segnalazioni riguarda altre categorie, tra cui dipendenti non sanitari e operatori di front office (3%) e vigilanti, soccorritori e figure assimilate (9%). I luoghi più critici risultano il Pronto Soccorso, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) e le Aree di Degenza.
I dati INAIL, relativi al quinquennio 2019-2023, confermano la rilevanza del fenomeno con quasi 12.000 infortuni da aggressione accertati nel comparto sanità e assistenza sociale, una quota pari al 37,4% di tutti i casi di aggressioni rilevati nell’intera gestione Industria e servizi. Il quadro normativo si è progressivamente consolidato e rafforzato.
La Legge 14 agosto 2020, n. 113 ha introdotto specifiche disposizioni a tutela degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie e ha istituito l’ONSEPS. Il D.L. 30 marzo 2023, n. 34, convertito in Legge 26 maggio 2023, n. 56, ha inasprito il regime sanzionatorio intervenendo sull’articolo 583-quater del Codice penale e prevedendo la reclusione da due a cinque anni per le lesioni personali a operatori sanitari. Il D.Lgs. 137/2024 ha ulteriormente rafforzato il quadro, introducendo l’arresto obbligatorio in flagranza. A novembre 2025 il Ministero della Salute ha pubblicato la nuova Raccomandazione ministeriale n. 8 sulla prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari e socio-sanitari, che amplia l’ambito di applicazione includendo non solo il personale sanitario, ma anche tutti gli operatori coinvolti in attività di assistenza, in attività ausiliarie alla cura e nei servizi di supporto, quali il personale di front office e i CUP
Modalità didattica
Il corso adotta un impianto integrato che alterna momenti di trasmissione di contenuti, di attivazione esperienziale e di rielaborazione narrativa:
- Lezione frontale partecipativa con supporto di diapositive per l’inquadramento normativo ed epidemiologico
- Visione guidata di clip cinematografica (8-10 minuti) come stimolo narrativo e momento di coinvolgimento prima di passare al role playing:
- scrittura riflessiva individuale secondo il metodo della medicina narrativa
- condivisione in piccoli gruppi (4-5 partecipanti) e restituzione plenaria - Role playing strutturato in triadi (operatore, controparte, osservatore) con scheda di scenario e debrief guidato. L’osservatore qui non è una terza persona, ma gli altri partecipanti che guardano la scena con griglie di osservazione
- Discussione plenaria conclusiva con sintesi degli strumenti operativi
